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La PMA in Italia (I dati del Registro Nazionale Italiano)

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La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è in continua evoluzione: nel corso degli anni sono migliorate l’efficacia, la sicurezza, la capacità terapeutica anche nei casi più difficili. Inoltre, vengono di continuo esplorate nuove vie terapeutiche.   In Italia vi è una buona distribuzione di Centri PMA  su tutto il territorio con una media nazionale di centri di 2° e 3° livello pari a 1,4 centro ogni centomila donne.

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è in continua evoluzione: nel corso degli anni sono migliorate l’efficacia, la sicurezza, la capacità terapeutica anche nei casi più difficili. Inoltre, vengono di continuo esplorate nuove vie terapeutiche.
In Italia vi è una buona distribuzione di Centri PMA  su tutto il territorio con una media nazionale di centri di 2° e 3° livello pari a 1,4 centro ogni centomila donne.
Tutti i centri, tranne quelli laziali, hanno autorizzazione regionali. I 54 centri della Regione Lazio sono in attesa di una normativa regionale che definisca i requisiti necessari in base alla vigente legge 40 (articolo 10 comma 1 e 2).
Le tecniche di PMA (pur nelle differenze specifiche) raggiungono dei livelli di successo che non si discostano molto dalla fecondità normale della nostra specie, che è piuttosto bassa: si stima ad esempio che la percentuale di fecondità (possibilità di restare incinta per ciclo mestruale) è intorno al 20,0% nelle donne di 30 anni, mentre si aggira intorno al 5,0% nelle donne di 40 anni. Questa stima può essere considerata, secondo l’American Society for Reproductive Medicine, sostanzialmente la stessa sia nei concepimenti naturali che in quelli ottenuti con tecniche di procreazione medicalmente assistita.

L’età della donna resta quindi un limite rilevante, che scandisce una progressiva riduzione fisiologica della fertilità riducendo, a sua volta, il successo riproduttivo sia nei rapporti liberi che nei cicli di PMA, in particolare dopo i 35 anni. Informare la donna o la coppia può aiutarla ad affrontare le difficoltà e a predisporsi all’impegno necessario con più serenità ed equilibrio. E’ stato osservato, inoltre, che far conoscere le procedure utilizzate con le possibilità realistiche di successo e i relativi rischi, fa parte del processo di evoluzione dell’autonomia e della partecipazione consapevole della coppia su cui si fonda un dialogo medico-paziente aperto e fondato su basi etiche e professionali, oltre che umane. Nel caso della PMA, che tocca e coinvolge la sfera più intima e profonda della persona, l’empatia, la fiducia e le aspettative che si instaurano nei confronti del medico e della struttura a cui ci si rivolge sono fondamentali e spesso compensano il vissuto di disagio che accompagna ogni coppia con difficoltà di procreazione; rappresentano, inoltre, di per sé un elemento che aumenta le possibilità di successo di questo delicatissimo percorso.

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