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Obesità e gravidanza

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La prevalenza e l’incidenza dell’obesità è aumentata drammaticamente negli ultimi anni, in modo particolare nella popolazione femminile in età fertile. Studi Italiani (2009) indicano che il 22% delle donne è da ritenersi obesa e il 34% in sovrappeso.

L’obesità è un fattore di rischio importante nel determinismo di una serie di patologie e condizioni di interesse ostetrico-ginecologico. Dalla pubertà alla menopausa, passando dalla gravidanza, ci sono numerose situazioni in cui la presenza di obesità determina patologie e/o complica quelle già presenti. Questo va tenuto presente, in un contesto, quale quello odierno, in cui la frequenza dell’obesità risulta drammaticamente in aumento, in modo da stabilire non solo un approccio diagnostico e terapeutico più corretto di tali condizioni, ma anche e soprattutto per mettere a punto adatte strategie di prevenzione.

La gravidanza nelle donne obese deve essere considerata come una gravidanza ad alto rischio L’obesità in gravidanza comporta, infatti, un’aumentata morbidità sia per la madre che per il feto/neonato. La prevalenza dell’ipertensione arteriosa, per esempio aumenta di 10 volte e quella del diabete gestazionale del 10%. Altri problemi sono connessi a una più alta frequenza di difficoltà durante il travaglio e il parto, con una maggiore necessità di ricorrere a tagli cesarei. Aumentano anche i rischi anestesiologici, sia per una maggiore tendenza all’ipossiemia, sia per i problemi tecnici legati alla somministrazione degli anestetici.

Anche per quanto riguarda il neonato esistono dei rischi legati alla condizione di obesità della madre, per esempio la maggiore incidenza di malformazioni congenite, soprattutto di tipo neurologico che sembrano essere indipendenti, almeno in parte, all’età della madre. Infine, molte donne che aumentano eccessivamente di peso durante la gravidanza partoriscono feti macrosomici, soprattutto se hanno una predisposizione familiare per il diabete. É pur vero, però, che un certo incremento ponderale sia opportuno e auspicabile durante la gravidanza. Si ritiene che questo accumulo di tessuto adiposo, in particolare nella regione gluteo-femorale, abbia un ruolo specifico nella fisiologia del bilancio energetico in funzione dell’allattamento.

Talvolta gli specialisti hanno qualche perplessità nel fornire raccomandazioni per il controllo del peso, a causa dei possibili danni al feto.

D’altra parte, esistono studi che hanno documentato come il trattamento nutrizionale del sovrappeso gravidico comporti quasi sempre importanti e significativi benefici anche per il feto. In ogni caso, le donne che sono in sovrappeso o obese già all’inizio della gravidanza dovrebbero essere sempre stimolate e motivate a evitare un ulteriore eccessivo aumento del peso durante i nove mesi di attesa.

Fonti

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