Le conseguenze della violenza sulla salute della donna

  • 2013-11-violenza-sulle-donne-1.jpg
  • 2013-11-violenza-sulle-donne-2.jpg
  • 2013-11-violenza-sulle-donne-3.jpg
  • 2013-11-violenza-sulle-donne-4.jpg
  • 2013-11-violenza-sulle-donne-5.jpg
  • 2013-11-violenza-sulle-donne-6.jpg

 

La violenza sessuale ha un profondo impatto sulla salute fisica e mentale della donna che la subisce. Non c’è alcun dubbio che la violenza domestica e sessuale influisca in modo negativo sulla salute e sul benessere delle donne che la subiscono: essa incide e logora da un punto di vista fisico, psicologico e sociale. La violenza verso le donne determina, infatti, molte patologie croniche, complicanze ostetriche e ginecologiche e quadri psichiatrici anche rilevanti ed è certamente riscontrabile tra le molte donne che si rivolgono ai servizi sanitari dedicati come rilevato da varie indagini condotte dai Centri di Soccorso Anti-violenza.

Le donne che hanno subito un’aggressione fisica o sessuale, nell’infanzia o nell’età adulta, usano i servizi sanitari con maggiore frequenza rispetto a quelle che non ne sono state vittime. In media, le vittime di abuso subiscono nel corso della loro vita interventi chirurgici, visite mediche, degenze ospedaliere, utilizzo di farmaci e consulti di salute mentale in quantità superiore rispetto a chi non ha subito abusi (OMS, 2002, ONDA, La salute della donna, 2010).

Oltre a causare lesioni fisiche, la violenza sulla donna è associata a un rischio più elevato per diversi problemi sessuali e di salute riproduttiva, con conseguenze immediate e a lungo termine. Le conseguenze sulla salute mentale possono avere la stessa gravità di quelle fisiche ed essere altrettanto durature (OMS, 2002). I decessi che seguono la violenza sessuale possono essere dovuti a suicidio, infezione da HIV o omicidio – quest’ultimo si può verificare durante l’aggressione o in seguito, sotto forma di omicidio “d’onore”. La violenza sessuale può inoltre condizionare profondamente il benessere sociale delle vittime; a seguito della violenza, esse possono essere stigmatizzate e messe al bando dalla famiglia e da altri (OMS, 2002). L’imposizione di un rapporto sessuale può essere fonte di gratificazione sessuale per il responsabile, sebbene l’obiettivo nascosto sia spesso la manifestazione di potere e di dominio sulla vittima. Spesso, gli uomini che obbligano la moglie a un rapporto sessuale ritengono che le proprie azioni ricevano legittimità dal fatto di essere sposati (OMS, 2002).

 

 

Alcune conseguenze sulla salute della donna (OMS, 2002)

La violenza di genere è stata collegata a numerosi problemi di salute della donna, sia immediati sia a lungo termine, sia diretti sia indiretti, direttamente proporzionali alla gravità dell’abuso stesso. Il condizionamento causato dalla violenza subita può persistere per un periodo prolungato dopo che l’abuso stesso è terminato.

La tabella riportata sopra si basa sulla letteratura scientifica per riassumere le principali conseguenze della violenza sulle donne da parte del partner.

  • Alcuni studi mostrano come le donne vittime di abusi fisici o sessuali nell’infanzia o nell’età adulta sperimentino situazioni di malattia più frequentemente delle altre donne – in particolare funzione fisica, benessere psicologico e adozione di comportamenti ulteriormente rischiosi, tra cui fumo, sedentarietà, abuso di alcool e di droghe.
  • Quando la donna è oggetto di violenza presenta un rischio più elevato di:
    • depressione;
    • tentativi di suicidio;
    • sindromi da dolore cronico;
    • cefalea cronica;
    • disturbi psicosomatici;
    • disturbi psicosomatici;
    • disturbi gastrointestinali (1 caso ogni 2);
    • sindrome dell’intestino irritabile (1 donna su 3 vive una relazione d’abuso);
    • diverse conseguenze per la salute riproduttiva.

 

Salute riproduttiva e complicanze ginecologiche (OMS, 2002)

  • Le donne che vivono con un partner violento hanno difficoltà a proteggere se stesse da gravidanze indesiderate o da malattie.
  • La violenza può condurre direttamente a una gravidanza indesiderata o a infezioni a trasmissione sessuale, tra cui l’HIV, attraverso atti sessuali imposti, oppure indirettamente ostacolando la capacità della donna di utilizzare metodi contraccettivi, compresi i preservativi.
  • L’esperienza di un rapporto sessuale forzato in giovane età riduce la capacità di una donna di considerare la propria sessualità come qualcosa che può controllare. Di conseguenza, è meno probabile che un’adolescente vittima di stupro utilizzi preservativi o altre forme di contraccezione, aumentando quindi il rischio di rimanere incinta.
  • La violenza si può presentare/ripresentare anche durante la gravidanza, con conseguenze non solo per la donna ma anche per il feto.
  • È stato osservato come rapporti sessuali forzati siano fortemente collegati a complicazioni uro-ginecologiche. Tra queste vi sono:
  • sanguinamenti o infezioni vaginali
  • fibromi
  • minore desiderio sessuale
  • irritazione dell’area genitale
  • dolore durante il rapporto
  • dolore pelvico cronico (40-50% dei casi)
  • infezioni del tratto urinario
  • più frequente ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza (30-40% delle donne con più di 1 IVG)
  • malattie sessualmente trasmesse
  • disfunzioni sessuali

 

Malattie a trasmissione sessuale (OMS, 2002)

  • Le infezioni da HIV e le altre malattie a trasmissione sessuale sono conseguenze riconosciute dello stupro.
  • Ricerche condotte su donne che vivono in strutture di accoglienza hanno evidenziato una probabilità più elevata per le donne vittime di abusi fisici e sessuali da parte del partner di presentare malattie a trasmissione sessuale.
  • Per le donne cadute nella rete della prostituzione, i rischi dell’HIV e di altre malattie a trasmissione sessuale sono particolarmente elevati.

 

Salute fisica (OMS, 2002)

  • La violenza, naturalmente, può determinare lesioni che variano da tagli e lividi a disabilità permanenti e alla morte: difficoltà a camminare e a svolgere le normali attività quotidiane, dolori diffusi, lombalgia cronica, amnesie etc.
  • Gli studi condotti suggeriscono che percentuali del 40-72% di tutte le donne che hanno subito un abuso fisico da parte del partner presentino lesioni a un certo punto della loro vita.
  • Tali lesioni, tuttavia, non costituiscono la conseguenza fisica più comune dell’abuso da parte del partner. I “disturbi funzionali” sono più frequenti – una serie di indisposizioni che spesso non presentano cause mediche individuabili, quali la sindrome dell’intestino irritabile, fibromialgie, disturbi gastrointestinali e diverse sindromi da dolore cronico. Gli studi collegano in modo sicuro tali disturbi con una storia di abuso fisico o sessuale. Le donne vittime di abuso patiscono anche, rispetto alle donne che non hanno subito abusi, una funzione fisica ridotta, un maggior numero di disturbi fisici e presentano un numero superiore di giornate passate a letto.

 

Salute mentale (OMS, 2002)

  • Le donne, sia adolescenti che adulte, che hanno subito un abuso da parte del partner sono maggiormente esposte a depressione, ansia e fobie, pensieri e tentativi di suicidio rispetto alle donne che non hanno subito abusi.
  • In uno studio di popolazione, la prevalenza dei sintomi o dei segni indicativi di un disturbo psichiatrico era del 33% nelle donne con una storia di abuso sessuale da adulte, del 15% nelle donne con una storia di violenza fisica da parte del partner e del 6% nelle donne che non avevano subito abusi.
  • La violenza sessuale da parte di un partner amplifica gli effetti della violenza fisica sulla salute mentale.
  • Il disturbo da stress post-traumatico dopo uno stupro è più frequente nel caso di ferite durante l’aggressione, o in presenza di depressione o di abuso di alcool.
  • Dopo uno stupro si possono osservare anche conseguenti difficoltà nel sonno, sintomi depressivi, disturbi somatici, fumo e problemi comportamentali (quali comportamento aggressivo, furto e marinare la scuola).
  • L’OMS ritiene che in assenza di counselling per il trauma, gli effetti psicologici negativi persistano per almeno un anno dopo l’aggressione, mentre i problemi e i sintomi fisici tendano a ridursi nel corso di tale periodo. Anche in presenza di counselling, fino al 50% delle donne presenta sintomi di stress.

 

Comportamento suicida (OMS, 2002)

  • Le donne vittime di aggressione sessuale durante l’infanzia o l’età adulta hanno una probabilità di 3-4 volte maggiore di tentare o commettere suicidio rispetto alle altre donne.
  • L’esperienza di uno stupro o di un’aggressione sessuale può determinare un comportamento suicida già nell’adolescenza.
  • Anche l’esperienza di gravi molestie sessuali può determinare disturbi emotivi e un comportamento suicida. Uno studio condotto su ragazze adolescenti in Canada ha osservato come il 15% delle adolescenti vittime di contatti sessuali frequenti e non desiderati avesse manifestato un comportamento suicida nei sei mesi precedenti, rispetto al 2% delle adolescenti che non li avevano subiti.

 

Pregiudizi, falsi miti ed stigmatizzazione/ostracismo sociale (OMS, 2002)

  • In diversi contesti culturali persiste ancora la convinzione che gli uomini non siano in grado di controllare i propri istinti sessuali e che le donne siano responsabili nel provocare desideri sessuali negli uomini. Il modo in cui le famiglie e le comunità reagiscono a episodi di stupro in questi contesti dipende dalle opinioni diffuse sulla sessualità e dalla situazione delle donne.
  • In alcune società o microambienti, la “soluzione” culturale allo stupro vuole che la donna sposi l’aggressore, così da salvaguardare l’integrità della donna e della sua famiglia attraverso la legittimazione dell’unione. Tale “soluzione” è presente nelle leggi di alcuni paesi, che contemplano l’assoluzione per un uomo che commette uno stupro qualora sposi la vittima.
  • Anche se non si considera il matrimonio, è possibile che le famiglie spingano la donna a non denunciare l’aggressione e si impegnino per ottenere un riconoscimento finanziario dei “danni” dalla famiglia dell’aggressore.
  • È possibile che gli uomini ripudino le proprie mogli nel caso siano state stuprate e in alcuni paesi la riconquista dell’onore perduto comporta l’ostracismo nei confronti della donna – o in casi estremi la sua uccisione.

 

PER APPROFONDIRE

Internazionale. La guerra contro le donne, 8/14 marzo 2013

Rapporto 2013 del Soccorso Violenza Sessuale e Domestica (SVSeD) della Clinica Mangiagalli, Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, Centro di riferimento della regione Lombardia – policlinico.mi.it/DiCosaHaiBisogno/SVSeD

Rapporto Eures, 2013west-info.eu/files/ESTREMA-SINTESI-RAPPORTO-EURES-OMICIDI-2013

Osservatorio ONDA, Donne e violenza domestica: diamo voce al silenzio
Raccomandazioni sulla violenza sulle donne (Intimate partner violence) per operatori sanitari, 2012

National Intimate Partner and Sexual Violence Survey, 2010 Summary Report
CDC USA, National Center for Injury Prevention and Control, Division of Violence Prevention
Michele C. Black, Kathleen C. Basile et al, November 2011 – cdc.gov/violenceprevention/pdf/nisvs_report2010

Violence against women: Global Picture Health Response. WHO, 2010 VAW_infographic.pdf

Valeria Dubini – Violenza e ripercussioni sulla salute della donna La salute della donna
– Un approccio di genere
Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna
A cura di Flavia Marconi, F Angeli Ed, 2010

Anna Coluccia – Oltre la violenza sessuale: la violenza domestica.
Università degli Studi di Siena, Centro Interdipartimentale di Criminologia e Ricerca Sociale
Comitato per le pari opportunità, 19 Marzo 2009

Dati Istat sulla violenza sulle donne in Italia, 2006
istat.it/violenza
dati.istat.it/DCCV_VIOLENZADONNE

Violenza e salute nel mondo. Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
(Parte prima) “Quaderni di sanità pubblica”, CIS Ed, 2002

TEVAGYN è una testata rivolta ai ginecologi di TEVA Italia Srl – Viale del Mulino 1 – Edificio U10 – Assago P.I. 11654150157 Powered by NT2 - Nuove Tecnologie